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Le Tortine Sibilline

22 maggio 2011

 

“In effetti non aveva l’aspetto di un’aula: sembrava più un incrocio tra un solaio e una sala da tè vecchio stile. Ospitava almeno venti tavolini rotondi, tutti circondati da poltroncine foderate di chintz e piccoli, grassi sgabelli. Gli scaffali che correvano tutti attorno erano stipati di piume dall’aria polverosa, mozziconi di candele, scatole di vecchie carte da gioco, innumerevoli sfere di cristallo argentate e una grande varietà di tazze da tè (..). “Ho deciso di cominciare con la Sfera di Cristallo un po’ in anticipo sul programma” disse la professoressa Cooman sedendosi con la schiena rivolta al fuoco e guardandosi in giro. “Qualcuno vuole che lo aiuti ad interpretare i misteriosi prodigi del suo Occhio?” mormorò nel tintinnio dei suoi braccialetti. “Non ho bisogno del suo aiuto” bisbigliò Ron “E’ chiaro quello che vuol dire. Ci sarà un sacco di nebbia stanotte”.

Da “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban”, Salani Editore♥

 

Ebbene sì, lo ammetto: sono una fan sfegatata della saga di Harry Potter fin dai primordi della sua pubblicazione. Il personaggio in questione, che ha ispirato l’ambientazione dell’odierna ricetta, altri non è che la brillissima (non nel senso di brillante, ma nel più aderente significato di “costantemente alticcia”) professoressa Sibilla Cooman, insegnante di Divinazione e manchevole discendente di una sequela di chiaroveggenti di indubbia fama nel mondo dei maghi potteriani.  La professoressa Cooman può essere considerata il frutto di un’ispirazione tratta dalla letteratura greco-romana, nella quale le sibille (ed in particolare la Sibilla Cumana dell’ Eneide, veggente e sacerdotessa di Apollo e, contemporaneamente, guida di Enea nell’oltretomba) erano delle giovani vergini (nel caso della Cooman mica tanto, parebbe più una cariatide) che vaticinavano in stato di estasi perpetua.

La ricetta altro non è che delle semplici tortine di more fresche (sì, va bene, cupcakes, ma il nome fa così bonton-sexandthecity-modaiolayèyè). Le more da piccola le raccoglievo nel pergolato della casa di campagna del nonno, imbrattandomi invariabilmente da far paura, però erano dolci e le zie ci facevano la marmellata che ribolliva dentro a dei pentoloni giganti di alluminio.

♥ Le Tortine Sibilline ♥

(Versione divinata)

O voi, procuratevi la seguente Presupposta Mistura Per il numero di 8 tortine:

90 g di farina macinata dal pestello di un mugnaio particolarmente intraprendente

20 g di mandorle frantumate danzandovi sopra per 3 minuti al ritmo di un tamburello basco

75 ml di latte di giovenca appena munto (possibilmente non della povera Io, perseguitata per secoli da Era. Non si capisce perché dobbiate tormentarla anche voi).

75 gr di componente grassa afferibile ad un’emulsione di acqua nei grassi, solido bianco-giallognolo ricavato dalla parte lipidica del latte (ci avete capito qualcosa? La chiarezza non è mai stata la forza delle sibille)

50 gr di zucchero raffinato (deve conoscere almeno tre lingue straniere, dilettarsi nel canto e dedicarsi con costanza alla pratica del ricamo, ai fondamenti della notazione musicale e alla base del disegno figurativo. Ah-ah-ah)

100 gr di more imperlate di rugiada e colte in una notte di luna piena (in cui non si vede ad un palmo dal proprio naso, dunque attenzione a non infilarvi nella tana di qualche tasso che, indispettito, potrebbe mordervi un polposo-polpaccio)

1 uovo di una gallina raddolcita con nenie-di-Enya cantate con pathos estremo

1 bacca di vaniglia colta nel Madagascar in una sera primaverile particolarmente piovosa in cui la piega dei vostri capelli potrebbe subire trasformazioni chimico-fisiche interessanti.

 Alzatevi dal letto scendendo con il piede sinistro, poi poggiate il destro, giratevi tre volte su voi stessi. Se il gallo canta 4 volte forse avete fatto un giro in più. Tornate a letto e ripetete l’operazione daccapo. Recatevi poi nell’antro buio e fumoso della vostra cucina, accendete le braci, adoprate una ciotola intagliata in legno di rosa e unite gli ingredienti secchi agli ingredienti liquidi, rimestando 3 volte in senso orario e 3 in senso antiorario. Chiamate con un trillo lo schiopodo sparacoda che abita nei recessi indisturbati del vostro giardino, e chiedetegli di cuocervi a fuoco vivace le tortine finché non rassomiglieranno a qualcosa di differente da un grumo colloso e insipido di ingredienti di cui nessuno fino ad ora ha capito un’acca.

Ora, dopo questo siparietto, che temo possa avervi fatto chiudere la pagina dopo 3 secondi di angosciosa lettura, ecco riportata la ricetta non vaticinata, ma effettiva e conforme (agli usuali standard di igiene mentale):

 ♥ Le Tortine Sibilline ♥

Ingredienti per 8 tortine:

Per le tortine

90 gr di farina auto lievitante (o 90 gr di farina 00 classica+un cucchiaino di lievito per dolci)

60 gr di zucchero

20 gr. di mandorle macinate

75 gr di burro

75 ml di latte

1 uovo

Un pizzico di sale

100 gr di more

Per la copertura

2 albumi

70 gr di zucchero

Qualche goccia di colorante viola

8 more

In una terrina montate il burro a pomata (che non è il burro mixato con una crema per il viso particolarmente ricca -!-, ma è burro a temperatura ambiente) con lo zucchero, finché non risulterà gonfio e spumoso. A questo punto aggiungete l’ovetto e montate per un altro paio di minuti. Setacciate la farina con il pizzico di sale, mixatela con le mandorle e aggiungetela gradualmente nella terrina, alternandola con il latte. Questo è il momento di aggiungere all’impasto le more (sceglietele, se possibile, di pezzatura piccola, perché si distribuiranno più uniformemente tra tutte le tortine).

Foderate degli stampini da muffin con pirottini di carta che vi premurerete di riempire per 2 terzi con il composto (quindi non come il muffin, che tipicamente straborda, assomigliando ai dolcetti alle puff-fragole di puffo Golosone). Infornate le piccoline a 180° per circa 20 minuti (il Metodo dello Stecchino funziona sempre: infilatelo al centro e se esce pulito e asciutto potete essere sufficientemente certi della cottura).

Aspettate che freddino e procedete nel frattempo con la preparazione della copertura: disponete una pentola d’acqua sul fuoco e attendetene il bollore. In un contenitore resistente al calore mescolate i due albumi con lo zucchero e posizionatelo nel calderone dell’acqua, senza che tocchi il fondo. Prendete le vostre utilissime fruste elettriche e montate il composto sul fuoco per 5 minuti, sinché questo non risulterà gonfio e soffice. Togliete dal fuoco e montate per altri 4 minuti. Unite qualche goccia di colorante (che non è necessario, sia chiaro, solo per alcuni potrebbe essere un’esigenza estetica). Trasferite il composto in una sacca da pasticcere e distribuitelo sulle tortine con movimento circolare. Completate con una mora rotolata nello zucchero e consumatele abbastanza velocemente (entro un paio d’ore), perchè la glassatura è molto delicata!

Queste tortine sono ripiene di more, un frutto abbastanza asprigno che ben contrasta con  la copertura, che per alcuni potrebbe risultare troppo dolce (in questo caso vi consiglio una semplicissima spolverata di zucchero a velo, o una bella spalmata di marmellata di frutti di bosco). Non sono eccessivamente laboriose da preparare per noi babbani. Se avrete l’accortezza di seguire la ricetta NON divinata, ovviamente ♥!

 

       

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4 commenti leave one →
  1. bubetto permalink
    23 maggio 2011 09:28

    magnifico il mio orecchino !!!!

  2. mariagrazia anselmi permalink
    27 maggio 2011 15:53

    fatte!! pura goduria…..e troppo divertente la ricetta magico-sibillina con sfumature di ebbezza pesante, ma ben mascherata.

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