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Vacanze all’Isola dei Gabbiani (con Kanelbullar svedesi!)

3 giugno 2012

Karin, Karin, ma dove sei stata finora? Quest’isola era qui ad attenderti, calma e silenziosa all’estremo limite dell’arcipelago, con le sue piccole darsene e l’antica strada che taglia il villaggio, e i vecchi pontili, e le barche da pesca…Così bella da strapparti il cuore, e tu non la conoscevi neppure! Non è terribile? Che cosa avrà pensato Dio nel creare quest’isola? ‘Voglio fare una mistura speciale’ – ecco che cosa avrà pensato – ‘Voglio che sia brulla nei tanti piccoli scogli grigi e scabrosi; ma voglio che sia anche verdeggiante di querce e betulle, prati e cespugli in fiore: sì, perché voglio che trabocchi di roselline di macchia e folti e candidi biancospini in attesa di quel giorno di giugno, quando, fra milioni di anni, vi approderà Karin Melkerson’. Sì, Johan e Niklas, so benissimo cosa state pensando: ‘Come si fa ad essere così presuntuosi?’ E invece no, non sono presuntuosa: sono solo tanto felice; sì, perché al Buon Dio è venuto in mente di creare l’Isola dei Gabbiani proprio così com’è e in nessun altro modo, e di posarla come un gioiello ai margini dell’arcipelago, dove ha potuto conservarsi così come Lui l’aveva pensata. E perché io ho avuto la fortuna di venirci!

«Saranno tutti al molo a guardarci arrivare» aveva detto Melkerson. «Faremo sensazione!». Ma non fu esattamente così. Quando il vaporetto approdò, stava piovendo a dirotto, e sul molo c’erano solo una personcina e un cane. La personcina era di sesso femminile, di età intorno ai sette anni, e se ne stava lì immobile, come spuntata dal molo stesso. Forse Dio l’ha creata insieme all’isola, pensò Karin, e l’ha posta qui come sua signora e custode per i secoli eterni”

Da Vacanze all’Isola dei Gabbiani di Astrid Lindgren 1964, ed. Salani♥ 

Astrid  Lindgren con ogni probabilità la conoscerete per Pippi Calzelunghe: la riprogrammazione degli episodi della serie tv sui canali digitali ha per fortuna riportato agli antichi fasti (soprattutto nelle nuove generazioni) la giovane ed esilarante eroina dai capelli di fiamma. Ebbene Pippi (fantastico, io ho una vecchia edizione del 1961 appartenuta alla mia mamma e a sua sorella) non è il suo unico libro.  Un paio di anni fa sono stata a Stoccolma, città davvero magnifica, ma credo di essere una delle poche persone sopra i 10 anni ad essere entrata in solitudine nel Junibacken, il museo dedicato alla letteratura per l’infanzia ed in modo particolare ad Astrid, che della Svezia era originaria. Beh, ammetto che sembravo un pò squilibrata a vagare per ricostruzioni di cucine con annesso vasellame in scala. Un bambino ad un certo punto è entrato dalla porticina e mi ha  fissato sconvolto, come se dovesse fronteggiare un’orchessa delle terre selvagge pronta ad invadere con ferocia  il suo regno. Sono scappata dalla cucina e mi sono ripromessa di evitare l’ingresso nella fedele riproduzione di Villa Villacolle, ultimo baluardo alla fine della visita. Mi sono accontentata di guardarla da fuori e per consolarmi  – sob –  ho acquistato un portachiavi con Pippi. E’ evidente che per un bambino svedese, per cui Astrid Lindgren è un pò come la nostra Bianca Pitzorno (o Geronimo Stilton…??), entrare in museo/parco giochi in cui sono riprodotte tutte le sue favole preferite è davvero magico. Io conoscevo altri libri oltre a Pippi, e ad esempio mi sono emozionata un sacco ad osservare la ricostruzione di Bosco Matteo da Ronja, forse il mio libro favorito in assoluto da piccola. Tutti i libri della Lindgren (da Martina di Poggio di Giugno, a Rasmus, a Vacanze all’Isola dei Gabbiani a Ronja e a Pippi, solo per citarne alcuni) sono popolati di protagonisti un poco sopra le righe, coraggiosi, estrosi, imperfetti, talvolta capricciosi, ma di estrema bontà, dotati di uno slancio generoso senza eguali. Le cornici, irrinunciabili, sono paesaggi nordici dove la natura è sempre protagonista. O meglio, dove l’amore per il paesaggio, per il mare, gli alberi, l’erba, gli scogli, per Sanbernardi giganti, stizzose foche e corvi ammaestrati è sempre presente e riempie totalmente il cuore dei personaggi  – e anche dei lettori.

Vacanze all’Isola dei Gabbiani  rispecchia tutte queste caratteristiche:  un papà vedovo e pasticcione (gli basta prendere in mano una scala o una canna da pesca o un martello o qualsisi altro oggetto per combinare un macello dopo l’altro) si trasferisce in villeggiatura con i suoi quattro figli all’Isola dei Gabbiani alloggiando in una vecchia  e affascinante falegnameria, che profuma di legno dolce, di burro fatto in casa e di cannella, ed interagendo con gli autoctoni. Come un vecchio marinaio con dolori di stomaco e una nipote logorroica con annesso corvo ammaestrato, una piccola vicina di casa despota (ma amabilissima), pretendenti della figlia maggiore che le ronzano attorno come api con il miele scatenando le gelosie dei maschi di famiglia.

La ricetta che ho pensato di associare  a questo libro sono le Kanelbullar, delle brioche a girandola ripiene di crema alla cannella. Se  le si pappa la mattina con un buon bicchiere di latte i dolori di stomaco sono scongiurati.. a meno che non ci si abbuffi!

  Kanelbullar – Briochine alla cannella

Tempo di preparazione: 3 ore (comprensive di 2 ore e mezza di lievitazione)

Ingredienti per  14 Kanelbullar circa

Impasto

375 gr di farina 00

70 gr di zucchero di canna

½ cucchiaino di sale

½ cucchiaino di cardamomo

15 gr di lievito fresco ( o 4 gr di lievito secco)

60 gr di burro

180 ml latte

 Farcia

70 gr di burro

35 gr di zucchero di canna

1 cucchiaino di cannella

Per decorare

1 uovo

Granella di zucchero

 Nell’impastatrice/macchina per il pane/ciotola mixate gli ingredienti secchi (farina+sale+cardamomo+zucchero+lievito). Fondete il burro al microonde e unitelo al latte. Impastate velocemente ingredienti secchi e liquidi, mettete l’impasto al calduccio e fate raddoppiare di volume (ci vorranno un paio d’ore circa). Riprendete l’impasto e con un mattarello stendetelo in un rettangolo gigante (il più preciso possibile, di modo da ridurre gli scarti di pasta), spesso all’incirca mezzo centimetro. Sul rettangolone spalmateci la farcia (ottenuta facendo ammorbidire il burro e unendolo allo zucchero e alla cannella di modo che la consistenza sia simile ad una crema non troppo spessa) stando distanti dai lati lunghi un paio di cm. Una volta che avrete steso la farcia, arrotolate l’impasto su se stesso, come una specie di salsicciotto. A questo punto procedete con il tagliare – con un coltello a lama liscia – a sezioni di 2 cm circa il salsicciotto. Deponete le sezioni/girelle con il pancino all’insù (cioè, detto in merendese, come una Girella e non come un Saccottino), spennellatele con un poco di uovo sbattuto e decoratele con granella di zucchero. Fate riposare una mezzoretta, dopodichè infornate per 25 minuti a 190°. Tack för maten! ♥

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3 commenti leave one →
  1. 4 giugno 2012 07:12

    Non ci crederai, ma con questa ricetta hai avverato (forse) un mio sogno!
    Entro la settimana li provo… li cercavo da anni, ma non ricordavo il nome!

    • 4 giugno 2012 10:00

      Sono molto contenta! Poi fammi sapere come ti sono venute! Le ho scelte perchè, oltre a sembrare un pò delle conchiglie, sono tipiche svedesi! ❤

  2. mariagrazia permalink
    5 giugno 2012 18:49

    proverò anche queste!!!…come sempre eccellente anche la cornice letteraria

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