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Danubio Tuttigusti+1 (sull’espresso per Hogwarts)

6 gennaio 2013

harry4  

“Lo sguardo di Ron si perse sulla montagna di Cioccorane che aspettavano ancora di essere scartate.

« Serviti pure » lo invitò Harry. « Ma sai, nel mondo dei Babbani la gente nelle foto non sene va mica a spasso! »

« Ma davvero? Cioè non si muovono per niente? » Ron sembrava molto stupito « Che strano!»

Harry rimase con tanto d’occhi nel vedere Silente che ricompariva sulla figurina e gli rivolgeva un impercettibile sorriso. A Ron interessava più mangiare le rane che non fare la spunta delle figurine dei Maghi e delle Streghe più famosi; Harry, invece, non riusciva a staccarne gli occhi. Ben presto non ebbe più soltanto Silente e Morgana, ma anche Hengist Folletto dei Boschi, Alberico Grunnion, Circe, Paracelso e Merlino. Finalmente si decise a staccare gli occhi da Cliodna la druida, che si stava grattando il naso, per aprire un pacchetto di Tuttigusti+1.

« Con quelle devi fare attenzione» lo ammonì Ron « Tuttigusti vuol dire proprio tutti i gusti… puoi trovare quelli più comuni come cioccolato, menta e marmellata d’arancia, ma può anche capitarti spinaci, fegato e trippa. George dice che una volta ne ha trovate alcune alle caccole ».

Ron prese una gelatina verde, la guardò attentamente e ne morse un pezzetto.

« Bleaaaah!… Visto? Cavoletti di Bruxelles ».

Si divertirono molto a mangiare le gelatine. Harry ne trovò al sapore di toast, di noce di cocco, di fagioli in scatola, di fragola, di curry, di erba fresca, di caffè, di sardina, ed ebbe anche il coraggio di assaggiarne una di colore grigio  che Ron non aveva neanche voluto toccare e che, scoprirono, sapeva di pepe.”

Da “Harry Potter e la pietra filosofale, J.K. Rowling, 1998, ed. Salani

Qualcuno mi ha fatto notare – già nutrivo qualche dubbio in merito  – come i miei post siano un po’ troppo lunghi. Effettivamente un poco lo sono, ma chi vuole andare dritto alla ricetta può farlo abbastanza facilmente senza sorbirsi righe e righe di chiacchiere pressoché inutili e talvolta un po’ noiose. Chi invece non teme di perdere qualche minuto a leggere qualcosa che potrebbe vagamente interessarlo, beh allora è il benvenuto. Considerando che il blog nasce anche per ispirare nella lettura, magari chi mi legge è già un po’ avvezzo a “perdere tempo” sulla carta stampata. Anche se sono pressoché certa che dedicarsi a Kafka o Proust o Roth o Ammaniti o la Du Maurier (e aggiungiamoci anche qualche autore per ragazzi tipo… Dahl-Fine-Rowling-Pullman-Ibbotson-Lindgrenetcetcetc) non sia proprio come leggere Orpelli e Fornelli :I eheh!

Dopo questa premessa  – CHE ALLUNGA ULTERIORMENTE IL POST, SCUSATE! – Harry Potter… qui davvero rimango senza molto da dire (ricordate le Tortine Sibilline ispirate alla professoressa Cooman?). Harry Potter è un mondo incredibile a cui ci si affeziona, da cui non si vorrebbe mai partire. E’ un sistema praticamente perfetto, con ingranaggi ben oliati che raramente si inceppano e pochi libri di questo genere possono essergli paragonati (sicuramente, mia opinione personale, la trilogia Queste Oscure Materie di Pullman, leggetela che è magnifica). Ho iniziato a leggere la saga prima che uscissero i film e in famiglia ci siamo contagiati vicendevolmente. Capita spesso devo dire. Il primo libro non è il mio preferito, diciamo che credo non sia il preferito di nessuno, ma è il primo biglietto da staccare per un’avventura che difficilmente non si vorrà proseguire!

La ricetta è FANTASTICA. E non lo è poiché l’ho fatta io –  che non costituisce mai una garanzia sulla sua buona riuscita – ma perché mi è stata suggerita da Rosaria, mamma di una mia cara amica dell’università. Mamma Rosaria è una cuoca eccezionale: non solo perchè prepara tutto quello che serve con le sue mani, ma anche per l’estrema attenzione nella selezione degli ingredienti e nei nutrienti presenti. Un pochino di storia – anche perché il nome è curioso. Il Danubio è un dolce napoletano, tipico del periodo pasquale, che fu con ogni probabilità ispirato  dalla genealogia Borbone: Ferdinando I di Napoli sposò nel 1768, in prime nozze, Maria Carolina di Asburgo-Lorena che, di origine austriaca, diede il via col suo arrivo a corte ad una “commistione cultural-gastronomica” tra cuochi viennesi e tradizioni locali.  In Austria, infatti, si trovano tracce molto antiche di un dolce chiamato “buchteln” (di origini boeme) che ha la stessa struttura del Danubio.

E’ un lievitato perfetto per il concetto di Tuttigusti+1, per il semplice fatto che ogni pallina può essere ripiena diversamente da tutte le altre, ed ogni commensale stacca la sua porzione con il suo ripieno. Può essere sia dolce che salato, che dolce e salato insieme…  Io l’ho preparato dolce per Capodanno (ricordatevi di scaldarlo prima di servirlo) a “palline alternate” di Nutella e marmellata ai lamponi (che non è una buona idea, perché i banchettanti facevano a gara – dura e scorretta –  a trovare la Nutella).

Nella foto vedete una versione sempre dolce, con Nutella, Dulce de leche, marmellata ai lamponi, alla fragola e alle albicocche. Io vi suggerisco di osare veramente: eliminate l’aroma all’arancia dall’impasto e riempitelo sia dolce che salato, con tutto quello che vi resta in frigo e in dispensa. Vi divertirete un sacco a fare indovinare il ripieno.. Bandite caccole, cerume e marmellata lassativa! Bleaaaaah!!

Danubio Dolce Tuttigusti+1

550 gr di farina (250 gr tipo 00 e 300 gr manitoba)

2 cucchiai colmi di zucchero

1 cucchiaino di sale

10 gr di lievito di birra fresco (o 3,5 gr di secco)

50 ml di olio d’oliva

250 ml latte intero + un goccio per spennellare

1 uovo e ½

½ fialetta aroma arancia

per il ripieno TUTTO QUELLO CHE VI PASSA PER LA ZUCCA (anche la zucca, sì!)

 

In un recipiente  dai bordi alti, versate il latte appena tiepido, sciogliete il lievito e mixate olio, uova, zucchero e sale (più la fialetta d’arancia se si tratta della versione dolce, sennò evitate).

Aggiungete la farina e impastate formando un panetto. Infarinatelo e fatelo lievitare nel recipiente coperto da pellicola fino al raddoppio del volume (un paio d’ore circa).

Riprendete l’impasto, sgonfiatelo e con un mattarello stendetelo sul tavolo infarinato. Una volta steso, ritagliatelo con una rotella in una serie di quadratini di circa 30/40 gr l’uno e appoggiate il ripieno su ciascuno.

Per chiudere ciascun quadratino, unite i vertici opposti, sigillandoli (torcete, tipo caramella, sigillando bene e appallottolatelo facendolo girare tra i palmi). Adagiate i quadratini uno a fianco all’altro su una teglia (tonda o rettangolare, vanno bene entrambe) ricoperta da carta forno e spennellateli con un pò di latte.

Lasciateli lievitare dentro il forno spento fino al raddoppio del loro volume, senza coprire la teglia (un’oretta circa, ma anche meno). Infornate per circa 20 minuti a 170°. Potete prepararlo anche un paio di giorni prima. Ricordatevi di scaldarlo prima di servirlo in tavola.

Per quanto riguarda il ripieno, un paio di accorgimenti: siate generosi con il dispensarlo, perché sennò la torta risulterà un po’ asciutta. Non esagerate però o rischia di “esplodere” in cottura! Ahahah! Per la versione salata Rosaria mi suggeriva speck o crudo e branzi. Per la versione dolce, se scegliete la marmellata, occhio che non sia troppo liquida!

 Ne approfitto per augurare un 2013 FANTASTICO a tutti i BABBANI che conosco. E anche a quelli a me ignoti! Cos’avete detto? Oblivion? Chi? Cosa? Io…

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One Comment leave one →
  1. mariagrazia permalink
    12 febbraio 2013 10:31

    eccellente tuto……citazioni e cibo

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