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Un natale fra le nuvole (con paté e baguette + Jean-Baptiste Adamsberg)

15 dicembre 2013

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“«E poi la prenda come vuole, uno esita a farle delle confidenze».
«E perchè»?
«Perchè non è sicuro che lei ascolti, E se anche ascolta, è molto probabile che se ne dimenticherà. Quindi, a che pro? Mordent non cerca di tirar giù le nuvole dal cielo. E lei, invece, ci sta seduto sopra».
«So cosa si dice. Ma io penso di avere i piedi per terra».

«In tal caso non è la medesima terra»”

Da “Un luogo incerto” di Fred Vargas, 2008, ed. Einaudi

Siamo quasi a Natale! Diciamo che avevo progettato una foto un po’ più natalizia, ma mi è venuta una ciofeca di proporzioni ragguardevoli, così mi sono buttata su un soggetto più aderente al libro. C’è da dire che se la foto non è natalizia, la ricetta lo è: il paté è una preparazione tipicamente francese (vi risparmio il fois grais, un po’ perchè – sarà un’eresia gastronomica – io non ne amo il gusto. E poi, non secondariamente, non mi piace per niente la brutalità con cui lo si ricava) che mia mamma prepara ogni natale più o meno da quando sono nata. La ricetta, regalataci della signora Virginia, prevede pochi ingredienti ed è molto veloce. Perchè il paté? Alcuni odieranno solo la parola, perchè il paté di solito si prepara con le frattaglie. Immagino che in molti odino il fegato, io personalmente non l’ho mai rifiutato, pur detestando la carne – non cordialmente – fin dall’infanzia (le mie nonne mi costringevano ad ingurgitare carne rossa – maledetto ferro – , che io masticavo fino allo sfinimento, per poi farne gustose polpette che finivano invariabilmente sotto al tavolo tra le fauci ingordamente spalancate dei cani di casa). Beh, vi assicuro che questo paté ha fatto cambiare idea anche a chi detestava – con trasporto – il fegato!

Ho scelto il paté anche perchè mi piacerebbe scrivere di una serie di gialli francesi – di Fred Vargas – con al centro la mitica figura del commissario Jean-Baptiste Adamsberg. Ok, il paté è francese, ma è anche una delle poche pietanze che compaiono nei libri, assieme alle Jacket Potatoes che il commissario ingurgita al pub irlandese di cui è un abituè. E’ una dei sui sottoposti, il tenente Froissy, ad averne una scorta generosa nel suo armadio delle necessità gastronomiche, che viene abitualmente saccheggiato dai colleghi affamati, commissario compreso.

Fred Vargas è nata da una madre chimica e da un padre pittore surrealista. Fred è il diminutivo di Frédérique e Vargas è lo pseudonimo usato da sua sorella gemella, Joëlle (Jo Vargas), pittrice contemporanea che a sua volta lo ha mutuato dal cognome del personaggio interpretato da Ava Gardner nel film La contessa scalza (Wikipedia insegna). E’ ricercatrice di archeozoologia al Centro nazionale francese per le ricerche scientifiche (CNRS), ed esperta in medievistica, tematiche che ricorrono spesso nelle trame dei suoi libri.

Questi mi sono stati consigliati qualche anno fa da una coppia di amici di cui mi fidavo ciecamente in fatto di libri e film. Avevo iniziato il primo e… god, che noia!! 20 pagine ed ero cotta: non filava, non mi agganciava, mi lasciava tipedida. Eppure.. eppure.. superate quelle prime pagine e andando avanti con i libri (il primo non l’ho amato come gli altri) non ci si può che innamorare dei protagonisti: Danglard, Violette Retancourt, Veyrenc, personaggi secondari, che compaiono sono in un titolo o poco più, come il Guarda o Clementine. Di Adamsberg non ti innamori, perchè mentre i personaggi che lo circondano mostrano qualche segno di umanità, di terrena disperazione di cui ti senti partecipe, lui no, e non perchè sia perfetto – è forse quello con più difetti in assoluto – ma per il semplice fatto che è sopra i problemi quotidiani, costantemente trascinato da pensieri fluttuanti, che all’improvviso assumono la forma di anelli di fumo, aggancianti con sorprendente raziocino l’uno con l’altro, e la soluzione del misfatto non pare altro che una serie di sconclusionate divagazioni del commissario “spalatore di nuvole”. Belli davvero i libri, e potenzialmente natalizi, perchè se iniziate a leggere il primo, passerete tutte le feste immersi nella lettura, incapaci di staccare gli occhi dalle pagine.

Einauidi ha fatto un po’ di macello nel pubblicarli e nel fare comprendere l’ordine esatto di lettura (MA NON HA SUPERATO IL CATASTROFICO DISORDINE DI MONDADORI CON IL TRONO DI SPADE, NON TEMETE). Ha pubblicato i primi tre separatamente e poi in un unico volume con il furbettissimo titolo “La trilogia Adamsberg” (non è una trilogia, SONO I PRIMI TRE LIBRI, ma chissene, tanto si risparmia!:p).

Di seguito l’ordine con cui leggerli (i primi 3 li trovate anche raccolti come “Trilogia Adamsberg”):

  • L’uomo dei cerchi azzurri (L’Homme aux cercles bleus, 1991) (Einaudi, 2007)
  • L’uomo a rovescio (L’Homme à l’envers, 1999) (Einaudi, 2006)
  • Parti in fretta e non tornare (Pars vite et reviens tard, 2001) (Einaudi, 2004)
  • Sotto i venti di Nettuno (Sous les vents de Neptune, 2004) (Einaudi, 2005)
  • Nei boschi eterni (Dans les bois éternels, 2006) (Einaudi, 2007)
  • Un luogo incerto (Un lieu incertain, 2008) (Einaudi, 2009)
  • La cavalcata dei morti (L’armée furieuse, 2011) (Einaudi, 2011)

Sono tutti gialli, alcuni con temi che tendono al soprannaturale (licantropi in “L’uomo a rovescio”, vampiri in “un luogo incerto”, fantasmi in “La cavalcata dei morti”, altri che coinvolgono tematiche storiche/medievali come in “Parti fretta e non tornare (molto bello!). Onestamente, a parte il primo e l’ultimo che non mi hanno fatto impazzire, li amo tutti!

Vi segnalo anche una serie di altri 3 libri – Gli Evangelisti – sempre della stessa autrice, con protagonisti alcuni personaggi di contorno nelle storie di Adamsberg.

Ed ora la ricetta!

Paté di Natale con baguette fatta in casa

Paté

Ingredienti per due terrine di medie dimensioni (sufficiente per un antipasto per 6 persone)

400 gr di fegatini di pollo o coniglio

100 ml di panna fresca liquida

1 bicchiere di Marsala

5 foglie di alloro

1 cipolla rossa

5 foglie di alloro

Burro e sale qb

Affettate sottillmente la cipolla e fatela appassire in padella con del burro. Aggiungete i fegatini, fateli rosolare leggermente e sfumate con il Marsala. Aggiungete le foglie di alloro (eliminate la venatura centrale) e aggiustate di sale e cuocete fino a che il marsala non sarà quasi del tutto evaporato (deve rimanere un po’ di salsina sul fondo). Frullate bene la carne e il fondo di cottura nel mixer e aggiungete i 100 ml di panna, continuando a frullare. Riponete in frigorifero e lasciate rassodare un paio di ore prima di servire. Noi abbiamo delle terrine apposta in cui lo presentiamo a tavola, assieme al pane.

Baguette

Ingredienti per 1 baguette

200 gr di farina di grando duro

150 di farina 00

12 grammi di lievito di birra fresco

Acqua

1 cucchiaino di zucchero

Olio evo qb

Allora, preciso che questa è una ricetta VELOCE, non quella originale, che richiede il poolish e una lavorazione di una paio di giorni. Io ci ho impiegato un paio di ore (compreso il riposo) e il risultato non è stato niente male.

Riempite per un quarto un bicchiere con dell’acqua tiepida e fate sciogliere il lievito aagiungendo lo zucchero e 60 gr di farina 00. Mescolate e fate riposare 10 minuti. Impastate la rimanente farina (grano duro+00) con 50 ml di acqua fredda e aggiungete il composto con il lievito. Regolate con altra acqua nel caso l’impasto fosse troppo duro da lavorare. Impastate per 10 minuti, fate una palla e lasciate riposare in una ciotola di palstica coperta da un canovaccio fino a che questa non raddoppia di volume (ci vorrà almeno un’ora e mezza). Lavorate l’impasto a salsicciotto, incidetelo con il coltello longitudinalmente e spennellatelo d’olio.

Cuocete in forno preriscaldato a 250° per 15 minuti e per altri 25 a 180°.

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